Comune di Camponogara

La storia

 

Cenni Storici su Camponogara

A cura di EMANUELE COMPAGNO.

Camponogara con quasi dodicimila abitanti rappresenta oggi il terzo comune della Riviera del Brenta sia per abitanti sia per importanza sociale avendo tutti i servizi di un grosso comune come: un teatro, il palazzetto dello sport, lo stadio, vari impianti sportivi, la seconda biblioteca più fornita della Riviera, cinque parrocchie. Lo sviluppo di Camponogara inizia però da tempi lontanissimi già quando i Veneti, un’antica popolazione indoeuropea stanziata nella pianura veneta, s’insediarono nel territorio su cui oggi insiste il comune, la loro fonte di sostentamento era data dalla caccia, dalla pesca e dall’agricoltura e i loro villaggi conobbero la massima espansione in epoca romana imperiale. Camponogara, come noto, prende il suo nome da “campus” e da “nux” (campo noce), con ciò capiamo bene quale fosse la coltivazione più diffusa in zona. Campoverardo deriva dal germanico Eberhard, giunto con le ondate barbariche del VI e VII secolo. Prozzolo da praedium (piccolo fondo agricolo), Premaore da pato maggiore. A causa della presenza del fiume brenta e delle sue piene improvvise, molte testimonianze e resti archeologici nei secoli sono stati cancellati, ma rimane ancora traccia degli accampamenti romani organizzati a struttura ortogonale, secondo le direttrici di cardo e decumano, che caratterizzano la zona di Santa Maria di Sala. La vita di Camponogara è sempre stata segnata dalla presenza del Brenta, testimonianze si riscontrano nei documenti della presenza del Brentone, molti sono le opere compiute nella storia dai Veneziani e nell’ottocento per risolvere il problema delle piene. La centuriazione, divisione del terreno, ad opera di Ottaviano della Pianura Padana, è riscontabile ancora nella zona anche se la vicinanza al mare ha ridotto la dimensione del fenomeno. E’ grazie agli archivi ecclesiali se oggi possiamo ricostruire parte della storia di Camponogara. Il primo documento in cui si fa riferimento al paese risale al 897 quando Berengario concesse l’investitura di conte di Piove di Sacco e della Saccisica, di cui Camponogara era parte, al vescovo di Padova Pietro. Berengario era un potente feudatario, marchese del Friuli, che la nobiltà feudataria elesse a re d’Italia nel 888 quando, con la morte dell'ultimo dei Carolingi, Carlo il Grosso, deposto nell'anno 887, il grande Impero di Carlo Magno si scisse in vari Stati, dei quali i tre più importanti furono la Francia, la Germania, l'Italia. Gli abitanti della Saccisica, però, si ribellarono al dominio del Clero e si appellarono ad Enrico IV, imperatore di Germania dal 1054 che già aveva ingaggiato una lunga lotta con il papato per la supremazia del potere imperiale, iniziando la lotto delle investiture e venendo scomunicato per pentirsi a Canossa, ed aveva sedato le rivolte dei bavaresi e dei sassoni. Enrico IV affrancò gli abitanti della Saccisica dai precedenti obblighi e concesse il diritto “vagantivo” cioè di pascolo, caccia, pesca sulle proprietà demaniali. Fu in questo periodo, era il 1077, che, stando al documento padovano “cartula dathie episcopatus”, fu eretta una chiesetta a Camponogara dedicata a Santa Maria. La decima papale del 1297 la descrive come “Ecclesia S.Mariae de campo Nogaria”. Pochi documenti nominano poi frammentariamente Camponogara: lo statuto della repubblica di Venezia parla del passaggio del Bretone, un ramo del Brenta, per Camponogara, e quello della Repubblica di Padova, stabilisce il tributo che il paese doveva versare all’esercito: tre carri. Nel XIII secolo anche Camponogara fu vittima delle battaglie tra Ezzelino da Romano Il Terribile e le città vicine al suo dominio che comprendeva all’inizio, sotto il cavaliere tedesco Ezzelo nel 1036, la città di Onara ed in seguito Padova, Vicenza e Treviso. L’ultimo avvenimento bellico importante che toccò a Camponogara fu la guerra tra Venezia e gli alleati della Lega di Cambrai: Massimiliano arrivò fin qui con le truppe nel 1513 provenendo dalle montagne bellunesi. Il 10 dicembre 1058, infatti, era stata stipulata a Cambriai (cittadina belga) una Lega, cioè una vasta coalizione anti veneziana, patrocinata da Papa Giulio II della Rovere, denominata Lega di Cambriai, con a capo l’imperatore Massimiliano d’Austria e truppe di tutti gli eserciti europei, primi tra tutti i francesi. Venne decisa la spartizione dell’Italia e del territorio della Serenissima in particolare. E proprio la nobiltà veneziana costruirà in Riviera una ricca serie di Ville che in parte sono visibili anche a Camponogara. Come villa Sargenti (Giantin) a Campoverardo ove visse il grande Marchese Manfredini comandante di reggimento dell’esercito d’Austria e amico dell’Imperatore. Villa Papadopoli ha ospitato il municipio fino al 1982 quando fu costruita dall’attuale struttura. La chiesa parrocchiale cominciata nel 1774 sarà abbellita con glia affreschi di Costantino Cedini allievo di Jacopo Guarana, al 1885 risale la costruzione del campanile, uno di più alti nel Veneto, altro primato di Camponogara. Nel 1860 Domenico Menin, camponogarese al quale è dedicata una via a Campoverardo, si unì alla spedizione dei Mille garibaldini. Da allora la storia di Camponogara segue le sorti nazionali.

Vista di Piazza Mazzini nel 1920